Normativa sulle piogge acide


LA NORMATIVA

Nella Convenzione di Ginevra, successivamente integrata dal Protocollo di Helsinki e di Sofia, si é cercato di far fronte giuridicamente al problema delle piogge acide.

Nell'ottobre del1988 a Sofia, i 25 Paesi firmatari della Convenzione di Ginevra sono giunti all'accordo di ridurre di un terzo entro il 1998 gli ossidi di azoto prodotti da centrali elettriche, industrie pesanti e autoveicoli nell'Europa occidentale.

Nel 1992, a Rio de Janeiro, é stata sottoscritta da 154 Paesi una Convenzione mondiale sul clima: si propone di attuare una politica volta alla collaborazione, alla progettazione di uno scambio di informazioni e alla creazione di un sistema informatico di sorveglianza permanente.

Manca però, per risolvere il problema alla radice, una normativa internazionale che preveda sanzioni per coloro che non applicano i principi stabiliti.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Dal I989 il Ministero dell'Ambiente ha affidato all'Istituto Italiano di Idrobiologia del C.N.R. la responsabilità di coordinare, dal punto di vista metodologico e scientifico, le varie attività di rilevamento al fine di valutare correttamente il fenomeno sul territorio nazionale: é sorta così la Rete Italiana per lo studio delle Deposizioni Atmosferiche.

Dai rilevamenti così effettuati si é potuto riscontrare che le zone maggiormente colpite dal fenomeno sono Piemonte e Lombardia a nord e Toscana e Lazio al centro. Il contenuto di solfati e nitrati (derivati rispettivamente dagli acidi solforico e nitrico) é molto elevato nelle regioni settentrionali fortemente industrializzate.