CONDIZIONI DEL SUOLO

(Vitolla-Patrono)


Abbiamo sempre saputo che tra l’uomo e la natura non ci sono stati mai buoni rapporti anche se l’uomo non è sempre gentile con la Terra, quest’ultima ha riservato all’uomo momenti non piacevoli sotto il punto di vista geologico e atmosferico.

Il rischio naturale che nasce da questi fattori è dato da tre componenti importanti che sono:

  1. Pericolosità: legata al fatto catastrofico in se stesso; può essere dipendente o indipendente dalla volontà umana;

  2. Elementi a rischio: i beni che l’evento catastrofico può distruggere;

  3. Vulnerabilità: la fragilità degli elementi a rischio di fronte all’evento catastrofico

Il rischio totale è il prodotto di questi tre parametri e quindi per abbassare tale rischio bisogna diminuire uno o più parametri.

Per ora prenderemo in considerazione il suolo e le sue fonti di rischio: idrogeologia, meteorologia, umanità.

Rischio idrogeologico:

  1. frane: sono movimenti di materiali lungo i fianchi di una montagna . In Italia risultano numerose.

    Ricordiamo la frana della valle dl Vajont che tracimò un bacino artificiale e che innondò Longarone e provocò la morte di 2000 persone oppure la frana della Valtellina che distrusse il paese di S.Antonio Morignone .

    Le cause delle frane si possono ridurre a due:

    - crolli lungo pendici molto erte in valli spesso occupate nel pleistocene dai ghiacciai.

    Essendo venuta meno la spinta laterale del ghiacciaio, i versanti tendono a verticalizzarsi sempre di più.

    - scivolamento: si tratta di strati rocciosi su altri strati molto argillosi e quindi facili allo scivolamento.

    A volte può intervenire anche l’uomo col disboscamento, opere di movimento terra eccessive (gallerie, strade), costruzioni pericolose, ma non è la situazione più frequente.

  2. Alluvioni : sono particolarmente frequenti nel nostro paese, data la elevata pendenza media dei suoli e l’abbondanza dei fiumi e dei torrenti.

Le zone più a rischio sono quelle poste nel basso corso dei fiumi come il Polesine o le citta’ di Firenze e Genova. Si mostra, nella seguente figura, un'immagine dell'alluvione di Firenze avvenuta nel 1966

La causa delle alluvioni, è, nella maggior parte dei casi, riconducibile alla quantita’ di materiali erosi a monte dai fiumi e trasportati a valle.

 

L ' influenza del clima sul suolo

Il clima, il caldo e il freddo, la maggiore o minore piovosità, compiono un’azione di modellamento sulla superficie terrestre

Vi sono due tipi principali di azioni che mutano la struttura e la composizione delle rocce sulla superficie della terra:

  1. Il primo è un’azione di rottura, di spaccatura soprattutto a opera del gelo: le rocce sulla superficie della terra presentano molte piccole fessure e cavità; in esse si infiltra l’acqua ma l’acqua, quando gela, aumenta di volume e quell’aumento di volume provoca una pressione sulle cavità delle rocce, sino a spaccarle: il suolo sarà così composto di piccoli frammenti di roccia.

  2. Il secondo è un’azione di trasformazione: l’acqua piovana scioglie alcune parti di roccia e queste rocce perdono la loro forma originale, mutano; non solo, ma l’acqua della pioggia cade su piante e animali morti, alterando le loro condizioni fisiche.

Col succedersi di queste azioni il terreno può assumere un tipico aspetto, soprannominato profilo del suolo.

Il profilo del suolo è formato da quattro strati: il primo, è il più sottile, ed è quello visibile, questo è composto per lo più da residui di vegetazione come foglie, legna, erba e anche da piccoli frammenti di roccia; il secondo e' formato da residui di rocce, ora spezzate per l'azione del gelo, ora modificate per l'azione dell'acqua; il terzo è formato da rocce solo in parte modificate; il quarto, il più in profondità, è composto da rocce non trasformate dall'azione della pioggia e del clima.